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Lunedì 07 Settembre 2015 16:26
Continuano senza sosta i soccorsi e le tragedie nel Canale di Sicilia. I volontari del Corpo Italiano di soccorso dell’Ordine di Malta hanno prestato le prime cure a 250 migranti tratti in salvo in due distinte operazioni dalla nave Fiorillo della Guardia Costiera la scorsa settimana. Purtroppo i medici dell’Ordine non sono riusciti a salvare la vita a tre donne e un uomo, migranti di nazionalità diverse che non sono stati ancora identificati. L’uomo è morto per annegamento poco prima che iniziassero le operazioni di soccorso. Le tre donne, invece, sono morte per le esalazioni di benzina.
L’ultima ed ennesima tragedia ha avuto luogo a circa un chilometro da Zuara, porto della Libia occidentale da cui partono numerosi barconi di migranti diretti in Italia. Sono 200 i corpi di migranti che sono stati recuperati da una nave della guardia costiera libica, scrive il quotidiano The Guardian. Sarebbero oltre duemila – secondo i dati forniti dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni – i migranti che sono morti nei primi sette mesi di quest’anno nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere le coste europee.
È dal 2008 che nel Mediterraneo meridionale i team sanitari del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta soccorrono migranti a bordo delle motovedette e delle navi del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, dei pattugliatori della Guardia di Finanza e dal 2014 a bordo delle navi della Marina Militare italiane. Dal 1 gennaio al 31 luglio di quest’anno sono 81.408 le ore trascorse in mare con la passione di chi è consapevole che aiutare il prossimo in difficoltà è un dovere. 124 uomini e donne si sono alternati con qualsiasi condizione meteorologica e hanno affrontato ogni giorno, 24 ore su 24, miglia e miglia per assistere chi ha affrontato un viaggio ben più complesso: 29.889 migranti sono stati visitati e tratti in salvo sui mezzi di soccorso dello Stato italiano.
Il direttore nazionale del Corpo italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM), Mauro Casinghini, più volte si è speso affinché il concetto di “Europa Fortezza” possa trasformarsi in Europa dell’integrazione, fonte di ricchezza umana. – “La presenza di navi con bandiere dei paesi europei fa ben sperare in un cambio di posizione rispetto al problema dei flussi migratori dall’Africa. Ma occorre fare di più, ragionando efficacemente sul tema di una reale integrazione e sugli interventi possibili per far sì che detti flussi possano essere maggiormente contenuti. Troppi morti continuano a popolare il Mediterraneo, ormai la più grande fossa comune del nostro pianeta”.