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Il Corpo Militare nasce il 20 marzo 1876 con la prima convenzione per la “cooperazione” con il Servizio Sanitario dell’Esercito con il precipuo scopo di provvedere all’assistenza sanitaria e spirituale dei malati e feriti in guerra . L’atto costitutivo del Corpo fu suggellato dal Ministro della Guerra Generale Emilio Maurizio Ferrero e dal Principe Mario Chigi Albani della Rovere.

Nel 1884 il Corpo Militare aveva dato l’avvio all’allestimento dei materiali occorrenti: una "Baracca Ospedale", i primi ospedali mobili, e quattro Treni Ospedale.

Siamo agli esordi. I mezzi sanitari sono pressoché inestistenti eppure è necessario realizzare adeguati supporti per assolvere il compito assegnato in caso guerra.

Nasce così nel 1884 la "Baracca Ospedale", un vero e proprio ospedale, realizzato in legno e tela impermeabile.

Componibile senza schema fisso, con vasta sala di accettazione, locali di uso generale, sale operatorie, la farmacia, una degenza Sottufficiali e Truppa per 110 posti letto, un reparto per i malati più gravi, una degenza riservata agli Ufficiali, con un sistema di aereazione e riscaldamento modernissimi per l’epoca.

All’esterno della Baracca, in baracche separate, una sala di isolamento, il reparto disinfezione e lavanderia, magazzini vari, una Cappella e una sala mortuaria.

La "Baracca Ospedale", vera e propria opera ingegneristica, viene esposta al pubblico nel piazzale della Caserma MACAO in via Castro Pretorio in Roma.

Nel 1880 la Baracca Ospedale viene impiegata nelle manovre del I Corpo d’Armata nel Novarese. È il primo contatto con l’Esercito Italiano. L’esperimento fu estremamente positivo e diede inizio ad una collaborazione veramente sentita e che è ancora in atto.

Intanto entrano in servizio anche i primi ospedali mobili da 50 posti letto, trasportabili ciascuno su 25 muli. In genere vengono installati all’interno di fabbricati. Nel 1886 entrano in servizio 4 treni ospedali ciascuno composto di 23 vagoni capaci di complessivi 200 feriti e con non meno di 39 elementi tra personale direttivo e di assistenza.

Nel dicembre del 1908 il terremoto Calabro-Siculo è il vero banco di prova per il Corpo Militare che impiega tutti i suoi mezzi sanitari. Nella circostanza viene decretato che, fermo restando il compito precipuo di assistere l’esercito in guerra, il Corpo Militare può intervenire anche nei casi di pubbliche calamità.

Nel 1909 il Corpo Militare diventa Corpo Speciale dell’Esercito Italiano e adotta l’uniforme grigioverde e le stellette.

Nel 1911-12, in occasione della guerra di Libia, al Corpo viene assegnata la Nave "Regina Margherita", subito trasformata dal personale del Corpo stesso in ospedale galleggiante.

Vengono effettuati complessivamente sette viaggi raggiungendo da Napoli e da Palermo i porti di Tripoli, Bengasi, Homs, Derna e Tobruk, trasportando e curando a bordo 1162 feriti e malati.

Per l’opera svolta durante la Guerra di Libia, il Corpo riceve alti riconoscimenti delle autorità governative.

Dopo un breve periodo di pace nel 1915 l’Esercito si mobilita per la 1a Guerra Mondiale e con esso il Corpo Militare.

Vengono approntati immediatamente quattro Treni Ospedale, otto Posti di Soccorso, un Ospedale da Campo, un Ospedale Territoriale a Roma.

Dal 1916, durante le battaglie dell’Isonzo e la disfatta di Caporetto del 1917, i Treni Ospedale vengono messi a disposizione del Comando della 3a Armata.

I Treni in pratica saranno dei veri e propri Ospedali viaggianti per la lunga durata dei trasferimenti dovuta a soste per interruzioni e bombardamenti. In quattro stazioni - Roma, Bologna, Milano e Padova - vengono realizzati grandi magazzini, ciascuno diviso in quattro settori quanti erano i Treni. Per ciascun Treno capienti scaffali contenevano il ricambio della biancheria e degli effetti "letterecci", prodotti farmaceutici, disinfettanti, viveri e attrezzature sanitarie.

Complessivamente i quattro treni trasporteranno dai vari fronti agli Ospedali Territoriali distribuiti nel territorio nazionale ben 148.016 infermi, percorrendo 483.848 KM. per un complesso di 641 viaggi.

Gli otto Posti di Soccorso furono dislocati a ridosso del fronte a Gemona - Casarza - Montebelluna – Udine - Cormons - Ala Avio - Castelfranco Veneto – Trento - Monselice - (poi a Monfalcone e Trieste), ed erano costituiti ciascuno da 1 Ufficiale Medico e 12 Sottufficiali infermieri. Inizialmente ebbero il compito di prestare solo soccorsi di urgenza nei pressi delle stazioni ferroviarie, ma successivamente per le sempre più pressanti esigenze di questa lunga, estenuante guerra, diventarono veri e propri ospedaletti da campo che, adeguatamente potenziati, fornirono assistenza anche alla popolazione civile.

Complessivamente gli otto Posti di Soccorso praticarono 87.390 prestazioni a militari e civili.

L’Ospedale da campo da 100 letti venne impiantato a Togliano, vicino a Cividale del Friuli, in un antico castello semidiroccato dei Vescovi di Aquileia, restaurato per l’occasione dall’Associazione dei Cavalieri Italiani dell’Ordine. Durante la ritirata di Caporetto, l’Ospedale fu sgomberato su Udine. Nei ventisei mesi in cui è attivo ricovera più di 2.000 infermi.

Il Corpo Militare impiantò infine l’Ospedale Santa Marta in Roma, (Ospedale Pontificio, messo a disposizione dell’Ordine da Sua Santità Benedetto XV),

capace di 350 posti letto e fornì 5.210 prestazioni offrendo agli infermi quanto la scienza poteva consentire.

Questa l’opera del Corpo Militare durante i quattro anni della 1a Guerra Mondiale, al termine della quale, lo Stendardo del Corpo venne decorato con una Croce di Guerra al Valor Militare e una Croce di Guerra al Merito "per le prove continue di abnegazione, di ardire e di alto senso del dovere sempre e dovunque dimostrate". Seguirono i riconoscimenti delle più alte Autorità Governative e dei Sindaci dei territori in cui il Corpo si era prodigato.

Dopo un periodo di tranquillità di oltre venti anni il 10 giugno 1940, scoppiata la 2a Guerra Mondiale, il Corpo Militare mobilita nuovamente i suoi reparti ed interviene ancora a fianco della Sanità Militare. Entrano in funzione tre treni ospedale ammodernati e adeguati alle ultime avanguardie sanitarie dell’epoca. Essi ripetono le gesta di quelli della prima Guerra Mondiale, trasportando migliaia di feriti e ammalati dal fronte verso gli ospedali territoriali e curando a bordo molti militari, sottoponendo alcuni a difficili urgenti interventi operatori. Essi presteranno un utilissimo servizio durante le Campagne di Grecia, di Albania, di Jugoslavia e di Russia attraverso pericoli e disagi di ogni genere.

In aggiunta vengono allestiti due Ospedali Territoriali: il "Principe di Piemonte" a Roma con 250 posti letto che assicurerà un totale di 188.589 giornate di degenza e il "Principessa di Piemonte" a Napoli con 350 posti letto che assorbirà un totale di 200.000 giornate di degenza. Presso l’Ospedale "Principe di Piemonte" di Roma viene istituito il Corpo delle Infermiere Volontarie costituito da una direttrice e 40 infermiere, dame dell’Ordine.

Viene inoltre data vita in Roma alla "Casa Maria Beatrice" in una palazzina all’interno del Quirinale che, prima istituzione del genere, raccoglie i bambini non vedenti e grandi mutilati di guerra. Contemporaneamente vengono allestiti sette Posti di Soccorso di notevoli dimensioni che funzioneranno a pieno ritmo nel corso dei bombardamenti, soccorrendo migliaia di feriti.

Viene attivato l’Ospedale dell’Ordine di Malta a Roma in un antico Palazzo del Cinquecento. Di notevoli dimensioni, dispone di due sale operatorie e numerosi reparti di degenza.

Durante la guerra si giunge ad avere operativi 19 Ospedali Territoriali sparsi sul territorio nazionale gestiti dal Corpo Militare.

Molti Ufficiali, Sottufficiali e soldati del Corpo, anche durante la 2a Guerra Mondiale, cadono sotto bombardamenti aerei e tiri d’artiglieria, alcuni vengono fatti prigionieri e condotti nei campi di concentramento della Germania, altri muoiono per malattia contratta sui treni o nei posti di Soccorso.

Lo Stendardo del Corpo Militare per l’opera prestata e per gli atti di valore compiuti durante la 2a guerra Mondiale viene decorato sul campo di una Medaglia d’Argento e di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

Al termine della guerra inizia l’attività di ricovero e cura dei reduci della prigionia. Per questa esigenza vengono allestiti 18 Ospedali Territoriali con la disponibilità complessiva di 5.485 posti letto, che resteranno in funzione fino al 1961. Subito dopo l’Armistizio, vengono assegnati al Corpo 39 aerei Savoia-Marchetti che saranno utilizzati per ogni tipo di emergenza interverranno anche in occasione del terremoto di Agadir e in altre pubbliche calamità a livello nazionale, tra cui il Polesine.

Dalla fine della 2a Guerra Mondiale il Corpo Militare si dedica essenzialmente alle pubbliche calamità ed è presente in Marocco (Terremoto di Agadir 1960), nell’Avellinese (Nevicata eccezionale 1965), a Tuscanica (Terremoto 1971), in Friuli (Terremoto 1976), ancora nel Polesine (Alluvione 1976), in Campania (Terremoto 1980), Umbria-Marche (Terremoto 1997), Molise-Puglia (Terremoto 2002).

Inoltre dal 1991 il Corpo Militare dello SMOM partecipa alle attività di Polizia Internazionale nei territori della ex Jugoslavia.

Il 25 novembre 1998 è stato inaugurato il Treno Sanitario di nuova concezione attualmente utilizzato dal Corpo Militare per le sue attività.

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con Legge 2 Agosto 1999 n. 276, assegna al Corpo Speciale Ausiliario dell’Esercito Italiano-A.C.I.S.M.O.M. la Bandiera di Guerra. La concessione della Bandiera è stata approvata all’unanimità sia dalla Commissione Difesa del Senato sia da quella della Camera. La bandiera è stata consegnata ufficialmente presso la scuola di Fanteria di Cesano il 19 maggio 2000 alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana e di Sua Altezza Eminentissima il Principe e Gran Maestro dell’Ordine di Malta.

A parire dal 2004 alcuni Ufficiali Medici del Corpo Militare si integrano nelle strutture sanitarie al seguito delle Forze Armate Italiane presenti nei Balcani su disposizione del Ministero della Difesa.

Ricompense Concesse alla Bandiera del Corpo

Medaglia d’Oro commemorativa per il terremoto calabro-siculo del 1908

Croce di Guerra al Valor Militare per la Guerra 1915 – 1918

Due Croci al Merito di Guerra per la Guerra 1915 – 1918

Medaglia d’Oro al Merito della Sanità per la Guerra 1915 – 1918

Medaglia di Bronzo al Valor Militare per Guerra 1940 – 1945

Medaglia d’Argento al Valor Militare conferita “sul campo” per la Guerra 1943 -1945

Medaglia NATO per il servizio prestato nella ex Jugoslavia (Novembre 1991 - Novembre 1997)

Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito

Medaglia d’Oro al Merito Civile

Medaglia d’Oro al Merito della C.R.I.