Celebrazioni per la festa di San Giovanni Battista
Martedì 13 Luglio 2010 13:47

Il giorno 24 Giugno, la Delegazione fiorentina ha partecipato alle celebrazioni per la festa di San Giovanni Battista, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta e Patrono della città di Firenze.
Numerosa la presenza dei Membri e dei Volontari provenienti anche da Arezzo, Siena, Pescia Pistoia .
La Delegazione guidata dal Delegato Cavaliere di Onore e Devozione Dott. Carrega Bertolini è entrata in Battistero, alle ore 10,00 per partecipare alla recita delle Lodi e poi alla Santa Messa celebrata da S.E. Arcivescovo Giuseppe Betori, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.
S. E. durante l’omelia ha invitato tutta la comunità fiorentina, erede di una cultura estetica e umanistica tanto nell’arte quanto nelle scienze umane, unica al mondo, a guardare lontano, ad aspirare ad ideali e a valori alti , senza lasciarsi scoraggiare dal relativismo e dall’appiattimento di valori che in nome di una totale liberà  dell’uomo lo umiliano e tendono a fargli dimenticare lo spirito divino dell’anima che viene dallo Spirito Santo.
Come San Giovanni ha seguito la sua missione di nunzio del Signore fino all’estreme conseguenze  cosi i cristiani non devono dimenticare la loro missione di evangelizzazione nella moderna società, e farsi portatori della Lieta Novella .
A conclusione della celebrazione Mons Betori ha ringraziato, tra gli altri rappresentanti delle istituzioni  fiorentine, anche i  Cavalieri di Malta, che con la loro numerosa partecipazione hanno dimostrato una volta di più la loro vicinanza e fedeltà all’Arcidiocesi e alla vita religiosa cittadina.
Una festosa colazione  presso il Circolo dell’Unione ha concluso in modo conviviale la giornata.

Dott.ssa Francesca Jatta

 
Incontro spirituale 17 Giugno 2010: film “Diario d’un curato di campagna”
Martedì 13 Luglio 2010 13:45
Il giorno 17 Giugno 2010 la Delegazione di Firenze si è riunita presso la sede  in V. San Paolino per partecipare, numerosa come sempre, all’ultimo incontro di formazione spirituale prima della pausa estiva.
Data la concomitanza con la celebrazione della S. Messa in Vaticano, che ha concluso l’anno sacerdotale dedicato da Sua Santità Papa Benedetto XVI, alla  memoria del Santo Curato d’Ars,  è stato proiettato il film “Diario d’un curato di campagna” .
Film drammatico del 1951 scritto e diretto da R. Bresson, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore francese Georges Bernanos  (1888-1948) fervente cattolico che fu insignito del Grand prix dell'Académie Française,.
Nel racconto  sono presenti e convergono chiaramente due diverse sensibilità spirituali: quella del curato d'Ars e quella di Santa Teresa del Bambin Gesù, Similmente a Giovanni Maria Vianney, il giovane prete protagonista del romanzo è divorato da un forte zelo apostolico, totalmente dedito alla santificazione del gregge a lui affidato. Di Teresa invece segue la via dell'”infanzia spirituale”. Anche il “Tutto è grazia” con cui il romanzo si chiude non è una frase di Bernanos, bensì della famosa Santa.
La storia narra della solitudine che accompagna un giovane sacerdote appena ordinato, nell’esercizio della sua azione pastorale presso un piccolo villaggio francese.
Il puro spirito del Vangelo con cui cerca di svolgere il suo compito, lo pone continuamente in contrasto coi parrocchiani, abituati a vedere nel sacerdote solo una figura “istituzionale” più o meno autorevole, ma che non si permette di “entrare” nel profondo delle loro coscienze.
Umiliato, minacciato e fatto oggetto di pettegolezzi, a causa del suo intento di aiutare le persone  a trovare la luce di Cristo nella loro vita familiare e quotidiana, abbandonato alla sua povera solitudine e alla seguente malattia che lo divora nel fisico,  non resta al giovane sacerdote altro che affidare i suoi tormenti a un diario segreto, strumento di presa di coscienza della propria interiorità e di auto-liberazione.
Alla drammaticità della situazione esteriore si aggiunge anche l’angoscia della solitudine spirituale che arriva a farlo persino dubitare della sua vocazione.
Ma il pessimismo e il dolore che accompagnano tutta la vicenda si sciolgono nella battuta finale sul letto di Morte del sacerdote che morirà poco dopo in casa di un ex compagno di seminario, prete che ha abbandonato il sacerdozio per una donna. A lui chiederà l'assoluzione finale dei suoi peccati. L'amico accondiscende, anche se non nasconde il suo turbamento per il fatto che il parroco di Ambricourt è venuto a morire proprio nella sua casa di peccato. "Che cosa importa? Tutto è Grazia”, replica il sacerdote morente che scopre, adesso, come l'itinerario della sua esistenza sia stato guidato dalla volontà divina.
Questo il  messaggio di Speranza, vera gioia e grande risorsa per ogni Cristiano, che riconosce la presenza di Dio anche nelle situazioni più impensabili di peccato per giungere a parlare al cuore di ogni Uomo.
Mons. Alberto Alberti ,Cappellano Conventuale ad honorem, è intervenuto sottolineando come la solitudine di molti sacerdoti, che non vivono una vita comunitaria, sia purtroppo una dolorosa, reale condizione, che  rende ancora più difficile la scelta di dedicarsi totalmente al servizio di Dio. “Siamo esseri umani” -ha ricordato-“quindi nati per vivere in relazione gli uni con gli altri. Cosi come le persone hanno bisogno del servizio sacerdotale, cosi i sacerdoti hanno bisogno della vicinanza della comunità ecclesiale. E se talvolta vengono commessi errori anche imperdonabili da parte dei sacerdoti, prima di giudicarli  la comunità ha il dovere di interrogarsi su quanto ha supportato con la preghiera e con l’affetto i suoi sacerdoti”.
Una speciale Ave Maria dedicata ai sacerdoti e alle vocazioni future ha concluso l’incontro.


Dott.ssa Francesca Jatta

 
Sabato 29 maggio a Monte San Savino (Arezzo).
Mercoledì 09 Giugno 2010 16:03
Sabato 29 maggio a Monte San Savino (AR), presso il ristorante  “Da Domenico”  alle Vertighe,  la Delegazione SMOM di Firenze - Sezione di Arezzo - ha organizzato l’ormai consueto pranzo di beneficenza il cui ricavato sarà utilizzato per contribuire alle spese per il trasporto e l’assistenza dei Signori Malati ai Pellegrinaggi  mariani di Lourdes  e  Loreto.  Il Pellegrinaggio – lo ha ricordato Il Cavaliere Giancarlo Brachini, che ha salutato e ringraziato  tutti gli intervenuti  – rappresenta per molte delle persone assistite dalla Delegazione  un momento straordinario di gioia e di speranza, oltre che di Fede. Il Cavaliere Giancarlo Brachini nel suo intervento ha illustrato ai presenti, intervenuti numerosi,  gli obiettivi generali che l’attività dell’Ordine vuole raggiungere verso i bisognosi.
Il momento di convivialità, vissuto con estrema semplicità e partecipazione,  è stato occasione per tutti i componenti della Sezione di Arezzo  – Dame Cavalieri e Volontari,  distribuiti tra tutti i tavoli -   di condivisione della propria esperienza personale vissuta al servizio dei Signori Malati durante i pellegrinaggi svolti di recente. Uno dei momenti di profonda commozione  è stato l’arrivo e la partecipazione alla serata di una delle Signore Malate che lo scorso maggio ha preso parte al pellegrinaggio a Lourdes. La sua gioia, la sua riconoscenza, e la luce di speranza che abbiamo letto nei suoi occhi è stata per noi tutti fonte di gratitudine al Signore per essere stati scelti al servizio dei bisognosi.
Durante la serata è stato, inoltre,  proiettato un filmato sulle attività che il Sovrano Militare Ordine di Malta svolge sul territorio in tutte le parti del mondo, con  riferimenti storici sull’evoluzione che nel tempo ha subito questo importante Ordine, attraversando oltre 900 anni di storia dalla sua fondazione. Al termine della serata gli intervenuti hanno ringraziato per aver dato loro l’opportunità di conoscere il Sovrano Militare Ordine di Malta, il Carisma che lo anima, e le attività che lo vedono presente in tante realtà ai più sconosciute.
Un grazie agli organizzatori, che in discrezione riescono sempre a raggiungere gli obiettivi che si prefiggono.

Maria Grazia De Gregorio Chiasserini
 
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