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Omelia di Pasqua Stampa E-mail
Venerdì 05 Maggio 2017 22:20

«Gesù è morto, è Dio che lo ha resuscitato per tutti noi!» e ancora «Nel cammino dei due discepoli verso Emmaus, Gesù non è riconosciuto dagli stessi, ma il loro interrogarsi e discutere degli avvenimenti è un atteggiamento premiato da Gesù, che li guida ad adoperare le Scritture per cercare il senso teologico profondo degli avvenimenti stessi».  Pertanto le Scritture vanno continuamente rilette e scrutate per trovare nuove riflessioni, che non elidano le precedenti, ma le arricchiscano per questo è indispensabile affidarsi a persone preparate; uomini di vera fede, infatti, il riconoscimento del Risorto da parte dei due discepoli non avviene attraverso la spiegazione delle Scritture, ma nel gesto dello spezzare il pane e il riconoscere il Risorto è un dono di fede dello Spirito.

Questa la sintesi dell’omelia di S.E. Mons. Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, tenuta il 30 aprile III Domenica di Pasqua nell’Antica Chiesa Madre di Massafra (Ta). Chiesa importantissima per la comunità massafrese, sorta durante un clima di ripresa religiosa e civile promossa e favorita dal Concilio di Trento così come ha ricordato il Rettore Mons. Cosimo Damiano Fonseca, Gran Croce Conventuale ad honorem, nell’indirizzo di saluto al presule durante la celebrazione eucaristica.

Alla S. Messa ha partecipato anche una folta rappresentanza dei Cavalieri e delle Dame della Delegazione Terra d’Otranto del Sovrano Militare Ordine di Malta e dal Cerimoniere della Diocesi di Castellaneta don Cataldo Letizia, Cappellano Magistrale.

La Santa Messa ultimo degli impegni del Vescovo a conclusione delle giornate massafresi, tra cui l’evento di sabato 29 aprile una conferenza su: “L’ Archivio Segreto Vaticano” - tenuta presso il Teatro Comunale di Massafra. Due aspetti differenti - la conferenza e la messa - di fare “cultura” come evidenziato dallo stesso Mons. Pagano durante la celebrazione religiosa.

[ciro urselli]

omelia

 
Incontro di preghiera di preparazione alla Santa Pasqua della Delegazione Terra d’Otranto del Sovrano Militare Ordine di Malta Stampa E-mail
Giovedì 27 Aprile 2017 07:50

Nella suggestiva e mistica cornice del Monastero benedettino femminile di San Giovanni Evangelista in Lecce, sabato 1° aprile si è svolto l’incontro di spiritualità di preparazione alla Santa Pasqua organizzato dalla Delegazione Terra d’Otranto del Sovrano Militare Ordine di Malta. In questo tempo quaresimale momento favorevole per ritornare a Dio, è l’invito per eccellenza alla conversione, ma allo stesso tempo, è la sicurezza di una strada da percorrere nel conforto della parola del Signore. Con la folta partecipazione delle dame e dei cavalieri del Sovrano Ordine della Delegazione di Terra d’Otranto accompagnati da un cospicuo numero di volontari del Corpo di Soccorso dell’Ordine afferenti il Gruppo Taranto, l’apertura di questo importante incontro è avvenuta con la recitazione dell’Ora Media presieduta da don Cataldo Letizia, Cappellano Magistrale. Successivamente si è proseguito con la meditazione tenuta dal Cappellano della Delegazione di Terra d’Otranto, Mons. Cosimo Damiano Fonseca, Gran Croce Conventuale ad honorem su: “La Quaresima tempo favorevole per la nostra salvezza”. Un punto fondamentale della meditazione era incentrato sulla “temporalità”; ed essendo la Quaresima uno dei tempi forti che la Chiesa celebra durante l'anno liturgico, caratterizzato dall'invito insistente alla preghiera, penitenza e conversione a Dio, nello scorrere lento della temporalità assunta quale categoria d’elezione alla salvezza e nella dimensione che trascende assolutamente il tempo e lo include che lo “sovrasta” e vi è “imminente”. Gesù che con la sua gloria si trova incessantemente presente nel fluire del tempo e nel succedersi della nostra storia ci associa al suo inesauribile sacrificio con la sua grazia perenne. Un altro spunto di riflessione rimarcato da Mons. Fonseca è stato quello della ricerca interiore nel capire le forme variabili del peccato da cui sottrarsi, non sempre facili da comprendere, nell’odierna società sempre più destrutturata e “liquida”. Al termine, dopo il momento di riflessione personale, nel silenzio assoluto dell’ambiente di vita monastica allietato dal dolce rumore della sorgente d’acqua di una fontanella lì vicino, gli astanti si sono recati nell’adiacente magnifica chiesa in stile romanico-barocco dove le dame e i cavalieri in abito religioso hanno presenziato alla S. Messa presieduta da Mons. Cosimo D. Fonseca e don Cataldo Letizia.

A conclusione delle attività religiose ci si è concessi un momento di convivialità fraterna e con un pranzo, da tutti partecipato, presso un ristorante nel pregevole centro storico della città di Lecce.

Una bella giornata con momenti intensi di riflessione, ma anche di sana cordialità sempre sotto il segno della Croce Ottagona. Appuntamento alla prossima!

[Ciro Urselli]



 
Attività della Delegazione Stampa E-mail
Sabato 12 Maggio 2012 08:48

In linea con i dettami dell’antica tradizione giovannita, la Delegazione di Terra d’Otranto cura il restauro e la gestione dell’artistica Chiesa Delegatizia settecentesca tarantina di San Michele, ottenuta in comodato gratuito dalla Curia Arcivescovile Metropolita di Taranto e dove viene celebrata dai propri Cappellani la Santa Messa domenicale e festiva. La tuitio fidei oltre che ai Membri del Sovrano Ordine e alle loro famiglie ed amici, sempre numerosi, è rivolta anche al precario tessuto sociale della Città Vecchia di Taranto, che è un’isola circondata dal mare ed unita alla terraferma solo da due ponti, dove allignano mentalità arcaiche favorite essenzialmente dalla sua particolare topografia, con vasti palazzi patrizi ed una fitta rete di vicoletti con piccole e oscure unità abitative non sempre restaurate. A ciò si è aggiunto nel tempo l’impoverimento dell’identità culturale, a seguito del progressivo trasferimento prima delle classi dirigenti, dalla fine dell’800, nel “Borgo Nuovo” e quindi l’esodo di gran parte della popolazione attiva residente nei rioni e centri abitati sub-urbani, pochi decenni fa, per effetto dell’industrializzazione.

Attualmente nel borgo antico di Taranto sopravvive un ambiente sociale molto complesso anche se in continua evoluzione, dove convivono mentalità primitive e realtà istituzionali (Episcopio, Marina Militare), fiorenti attività lavorative tradizionali (pesca d’altura) e recenti (Enti Pubblici, Facoltà universitarie, alcuni Centri Culturali, piccoli esercizi commerciali).

L’obsequium pauperum è perseguito dalla Delegazione con iniziative di volontariato in campo sanitario e caritativo: tra le prime, si segnala l’assistenza specialistica pediatrica in favore degli oltre cento minori disagiati inseriti nella Fondazione “Asilo Paolo VI” e quella otorinolaringoiatrica ai Monasteri di Clausura di Taranto e di Grottaglie, nonché alcuni screening sanitari e laboratoristici gratuiti.

Sul piano benefico, con il ricorso al Banco Alimentare e non, vengono assegnati periodicamente pacchi-dono alle famiglie meno abbienti. Si ricordano ancora i numerosi capi di abbigliamento nuovi per adulti e bambini inviati in Albania, Kossovo e, più di recente, in Libano e Afghanistan, attraverso i canali assistenziali melitensi e dell’Esercito Italiano.

In occasione delle festività natalizie e pasquali, c’è poi la tradizionale consegna di dolciumi e cioccolato ai bambini della Fondazione “Asilo Paolo VI” di Taranto.

Nell’ultimo decennio molti Fondi finalizzati alle attività caritative, alla gestione e ai restauri della Chiesa Delegatizia di San Michele, provengono dalle offerte per le prove d’autore ed il Calendario d’arte della Delegazione realizzati e offerti dal Delegato.

Un ultimo aspetto delle attività della Delegazione di Terra d’Otranto è rappresentato dai pellegrinaggi con i Signori ammalati ai Santuari di Lourdes, Loreto e San Giovanni Rotondo.