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Domenica 19 Giugno 2016 10:34
Roma, 17/06/2016 
60 milioni di persone in movimento, siamo testimoni del più alto numero di sfollati registrato in decenni. Conflitti, povertà, regimi oppressivi costringono centinaia di migliaia di persone a intraprendere il viaggio verso l’Europa. Sofferenze, abusi e sfruttamento – che colpiscono soprattutto donne e bambini – e le morti nel deserto o in mare sono le drammatiche conseguenze. Solo nei primi sei mesi del 2016 circa 2.000 persone sono morte annegate, nel tentativo di raggiungere l’Italia.
L’incremento di richiedenti asilo in Europa rappresenta la più grande ondata di rifugiati nel continente sin dalla seconda Guerra Mondiale. Sofferenze, abusi e sfruttamento – che colpiscono soprattutto donne e bambini – e le morti nel deserto o in mare sono le drammatiche conseguenze di tale fenomeno.
Entro questo scenario allarmante, il Sovrano Ordine di Malta ha rafforzato la sua azione in modo da affrontare la crescente richiesta di aiuti umanitari e fornire soccorso ai milioni di persone che intraprendono rotte pericolose in cerca di condizioni di vita migliori. La sua rete mondiale di associazioni, ambasciate, corpi di soccorso e volontari radicata in 120 paesi del mondo ha esteso e – in certi casi avviato – programmi assistenziali secondo le necessità locali e regionali. Anche se i progetti per i rifugiati e le persone sfollate sono anzitutto focalizzati in Medio Oriente, l’azione dell’Ordine copre anche paesi in Europa, tra cui l’Italia, e molti altri come la Repubblica Democratica del Congo, il Myanmar, il Sud Sudan, la Tailandia, l’Uganda e l’Ucraina.
Di seguito alcuni esempi.
Libano: aiutare i rifugiati lavorando con differenti fedi religiose
Dall’inizio della crisi siriana nel 2011 sino al termine del 2016, circa 72.000 famiglie – per la maggior parte rifugiati siriani e iracheni insieme a comunità ospitanti in condizione di bisogno – sono state assistite e continueranno a ricevere assistenza medica, cibo e kit igienico sanitari. Dal 2014, un’unità medica mobile opera nell’area di Wadi Khaled-Akkar, nel nord del Libano al confine con la Siria e su richiesta del governo un’operazione simile è stata realizzata nella zona della Bekaa, dove vive il 35% della popolazione rifugiata.
La prima unità mobile medica è stata lanciata dall’Ordine di Malta nel 1996, durante l’operazione “I frutti del rancore”, realizzata in collaborazione con la più nota tra le organizzazioni umanitarie sciite, la Fondazione Imam Sadr, con la quale l’Ordine di Malta gestisce anche un centro medico nel villaggio di Siddikine, vicino Tiro. Come conseguenza, l’Ordine ha firmato un accordo ufficiale con il Supremo Consiglio islamico sciita del Libano. Nel medesimo ambito, l’Ordine collabora con la più alta autorità Drusa, fornendo supporto medico alla sua fondazione e gode di ottimi rapporti con la somma autorità sunnita nel paese, Dar Al Fatwa.
Malteser International: sostegno ai rifugiati dove la necessità è maggiore
In collaborazione con i partner locali, Malteser International – l’agenzia di soccorso umanitario internazionale dell’Ordine di Malta – fornisce aiuto umanitario a rifugiati e persone sfollate nel nord della Siria e Iraq, in Turchia e Libano. Nel 2015, i suoi ospedali da campo, i centri medici e le cliniche mobili hanno fornito cure mediche a circa 170.000 malati e feriti. Nel complesso, gli aiuti hanno raggiunto più di 266.000 tra rifugiati, sfollati e persone vulnerabili in Medio Oriente.
Nella Repubblica Democratica del Congo all’inizio del maggio 2016, Malteser International ha avviato un progetto per migliorare i servizi igienico-sanitari per 21.000 rifugiati e persone vulnerabili locali, consegnando medicazioni, finanziando l’acquisto di materiale medico, formando il personale sanitario e costruendo strutture mediche nei centri sanitari.
In Sud Sudan, Malteser International ha distribuito aiuti alimentari di prima necessità agli sfollati interni nella città di Wau e di recente ha introdotto un sistema di cash voucher. In Uganda, paese che accoglie circa 270.000 rifugiati dal Sud Sudan, Malteser International opera per fornire soccorso ai rifugiati che vivono nel campo di Rino. Sin dal 1993, Malteser International è stata coinvolta in un’ampia gamma di progetti per dare supporto sanitario ai rifugiati del Myanmar– soprattutto membri di minoranze etniche e altri gruppi soggetti a discriminazione nel paese – che vivono nei campi rifugiati in Tailandia, così come alla popolazione locale dei villaggi limitrofi.
È stato affermato che il conflitto nell’Ucraina dell’est ha causato lo sfollamento di circa 1 milione e 600.000 persone dall’inizio del 2016. Dal maggio 2015, Malteser International ha lavorato per fornire assistenza psicosociale alle persone sfollate e per rafforzare le strutture di supporto locale nelle loro regioni ospitanti (non sono sicura). Nel 2015, l’Ordine ha fornito assistenza psicosociale a 4.000 persone sfollate a causa del conflitto in Ucraina.
Italia: ricerca e soccorso specializzato in mare nel Mediterraneo
Il corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) è stato attivamente presente sull’isola di Lampedusa con squadre di medici, infermieri e soccorritori dal 2008 per dare assistenza di primo soccorso 24 ore al giorno ai migranti che tentano di attraversare il mare in barconi improvvisati e sovraffollati. Nel complesso, 55.000 persone sono state tratte in salvo dalle squadre sanitarie dell’Ordine di Malta. Nel dicembre del 2015, subito dopo l’ingente flusso di migranti e rifugiati intenti a raggiungere le isole della Grecia dalla costa turca, il corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta ha lanciato l’operazione ricerca e soccorso nel Mar Egeo (SAR – Search and Rescue). Durante la missione di tre mesi, i dottori e gli infermieri dell’Ordine hanno tratto in salvo 2.000 persone.
Germania: 25 anni di esperienza nell’assistenza e integrazione di migranti e rifugiati
Le prime strutture per migranti e rifugiati in Germania sono state create più di 25 anni fa. Oggi l’Ordine di Malta in Germania è responsabile di circa 140 strutture in grado di accogliere più di 44.000 rifugiati per conto delle regioni federali e delle municipalità. Uno staff di circa 2.400 persone e quasi 800 volontari provvedono al funzionamento di tali strutture. Nel 2015 un migrante su tre è stato assistito dall’Ordine di Malta. Quest’anno un nuovo servizio chiamato “integration pilot” è stato introdotto per affrontare i bisogni specifici dei migranti con disabilità.
Austria: attenzione per l’integrazione dei migranti
Nel paese- da Vienna a Linz, da Salisburgo a Innsbruck – molti progetti sono gestiti dall’Ordine di Malta per agevolare l’integrazione di migranti e rifugiati nelle comunità locali. Attività di prima accoglienza e assistenza medica sono fornite a Westbahnhof, la stazione ferroviaria di Vienna, in collaborazione con la Croce Rossa, l’Organizzazione Samaritana austriaca, il servizio di soccorso municipale del comune di Vienna e l’Ambulanza di San Giovanni. Nel paese, molte strutture offrono alloggio e pernottamento d’emergenza. In Stiria, si svolgono attività culturali, ludiche e corsi di lingua.
Ungheria: assistenza sanitaria al confine con la Serbia
Attualmente il servizio di assistenza ungherese dell’Ordine di Malta garantisce aiuto umanitario ai migranti e rifugiati che tentano di entrare in Ungheria dal confine serbo. Famiglie con bambini piccoli stanno diventando la priorità con l’aiuto dell’Ufficio per l’Immigrazione e la cittadinanza (nazionalità?). Lo staff dell’Ordine di Malta si occupa regolarmente di assistenza sanitaria distribuendo medicine, come antidolorifici e antifebbrili, nonché cibo e bevande alla popolazione in bisogno. Il ruolo del servizio di assistenza ungherese dell’Ordine di Malta è limitato temporaneamente al territorio esterno al confine. Nel caso di aumento dei flussi in arrivo, l’Ordine di Malta è ben attrezzato e preparato per incrementare i suoi servizi.
Slovacchia: aiutare i rifugiati nei paesi più colpiti
L’Ordine di Malta in Slovacchia ha fornito aiuti al campo rifugiati di Alessandria, in Grecia, come conseguenza di un accordo di cooperazione ufficiale tra Malteser Aid Slovacchia e l’Università slovacca di Medicina Santa Elisabetta. Tra gli aiuti dati: letti ospedalieri, equipaggiamento per ospedali da campo, attrezzature mediche e per l’igiene.