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Venerdì 30 Giugno 2017 17:58
altDa qualche mese ha iniziato il suo percorso il processo di riforma della Carta Costituzione e del Codice del Sovrano Ordine di Malta. L’Ambasciatore Mauro Bertero Gutiérrez, membro del Consiglio di Governo, è il coordinatore dei lavori del Comitato direttivo per la riforma. Lo abbiamo incontrato nel Palazzo Magistrale a Roma.

Ambasciatore Bertero Gutiérrez, lei è stato nominato coordinatore del Comitato direttivo per la riforma. Che cosa comporta il suo ruolo?
Il Sovrano Consiglio del 3 maggio scorso ha nominato un Comitato direttivo composto da nove persone: cinque membri del Sovrano Consiglio, il Prelato, due membri del Consiglio di Governo ed un Cappellano Professo. In considerazione dell’importanza rivestita dal processo di riforma, il Luogotenente di Gran Maestro ha deciso di partecipare alle riunioni del Comitato direttivo.
Il 29 maggio, durante il primo incontro del Comitato, mi è stata chiesta la disponibilità di coordinare i lavori. Ho accettato con molta umiltà e fiducia questa importante responsabilità. Il mio ruolo è di gestire il lavoro a livello centrale e periferico. Sono oltre 200 le persone direttamente coinvolte, più numerose altre che hanno inviato suggerimenti e proposte. Affiche questo processo possa avere successo, è essenziale che tutti possano lavorare al meglio.
Tra i miei doveri anche quello di fornire informazioni durante le diverse fasi del processo di riforma. Impegno che sono determinato a rispettare.

Perché c’è bisogno di una riforma?
La recente crisi istituzionale del Sovrano Ordine di Malta ha aperto una straordinaria opportunità per l’aggiornamento della nostra Carta Costituzionale e del Codice. Promulgati nel 1961, sono stati oggetto di una parziale revisione nel 1997.

Le indico solo alcuni numeri. Nel 1961 avevamo circa 3.000 membri, oggi sono quattro volte di più. Nei primi anni ’60, avevamo 33 Gran Priorati, Sotto Priorati e Associazioni Nazionali. Oggi sono 59. Nel 2016, ad esempio, si è costituita la delegazione dell’Ordine di Malta nella Corea del Sud. Un evento incoraggiante a dimostrazione del crescente sviluppo dell’Ordine nei diversi angoli del pianeta. Ancora nel 1961, i paesi con cui avevamo relazioni diplomatiche bilaterali erano 25. Oggi sono più di 100, a cui si aggiungono tutte le relazioni multilaterali, incluse quelle con il sistema delle Nazioni Unite. Una crescita esponenziale come questa richiede regole e procedure, ed un sistema di governo più al passo con i tempi, con il ruolo e la dimensione internazionale dell’Ordine.

Quali sono le modalità del processo di riforma?
Nel marzo scorso è stato richiesto a tutti i membri dell’Ordine di Malta di inviare idee e proposte per la riforma. Ad oggi, sono giunti da ogni parte del mondo oltre 100 documenti. Li abbiamo analizzati, riassunti ed effettuato una catalogazione per argomento. Possiamo dire che il loro livello qualitativo è decisamente superiore rispetto alle aspettative originali. Grazie a questo lavoro abbiamo identificato dieci sfere di riflessione: Prima Classe; Seconda Classe; Terza Classe; Spiritualità e Conoscenza Teologica: Preparazione e Formazione; Ministero dei Cappellani nell’Ordine; Ruolo e posizione delle Dame nell’Ordine; i Giovani; Struttura del Governo e la Governance. Organizzazioni locali (Gran Priorati, Sotto Priorati, Associazioni Nazionali); Amministrazione Finanziaria e Compliance.




Il 31 maggio scorso, il Luogotenente di Gran Maestro ha inviato una lettera a tutti i Gran Priorati, Sotto Priorati e Associazioni Nazionali per chiedere l’indicazione di nomi di possibili membri dei gruppi incaricati di approfondire l’analisi, produrre un dibattito 

e proposte concrete su queste sfere di riflessione. In questo caso per noi la sfida è quella di riuscire a comporre questi gruppi affinché siano rappresentativi ed il più inclusivi possibile. Ma al contempo, occorre che il numero dei componenti permetta loro di lavorare efficacemente.

Quali sono i tempi previsti?
È stato richiesto ai gruppi di lavoro di inviare i loro risultati entro la fine del 2017. Nei primi mesi del 2018 verrà organizzato a Roma un seminario internazionale, al quale prenderanno parte i gruppi di lavoro e le organizzazioni locali dell’Ordine per analizzare nel dettaglio le proposte e giungere a delle prime conclusioni. Questo processo deve continuare ad essere aperto, trasparente ed inclusivo e la qualità del risultato è più importante del rispetto dei tempi. Se ci dovessimo accorgere che serve più tempo, siamo pronti a prolungare il processo di analisi e riflessione, affinché questa riforma risponda alle molteplici aspettative.

Qual è in questo contesto il ruolo di Mons. Angelo Becciu, Delegato Speciale del Papa?
Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra gratitudine per la vicinanza di Papa Francesco, espressa attraverso questa importante nomina.

Il ruolo di Mons. Becciu è descritto nel testo della lettera del Papa del 4 febbraio scorso: “quale mi delegato speciale presso il distinto Ordine di Malta” lei opererà in “stretta collaborazione” con il capo dell’Ordine per sviluppare insieme “uno studio in vista dell’adeguato rinnovamento spirituale” della Costituzione dell’Ordine.

La riforma della Costituzione e del Codice è precisa responsabilità del governo e di tutti i membri dell’Ordine. Il Delegato Speciale sta accompagnando il processo di riforma attraverso incontri settimanali con il Luogotenente di Gran Maestro, il Gran Commendatore e il Gran Cancelliere. È evidente che l’attenzione del Delegato Speciale e della Santa Sede sono particolarmente dirette agli aspetti della vita spirituale dei Membri religiosi dell’Ordine.

Qualcuno ha espresso preoccupazione che questa riforma possa cambiare la natura stessa dell’Ordine. In particolare modificando la sua natura religiosa.
Al contrario. Posso rassicurare tutti che lo spirito di questa riforma è di consolidare la nostra identità di ordine religioso laicale, di rafforzare l’efficacia delle nostre opere mediche e sociali, e di consolidare la nostra presenza e il nostro peso sul piano della diplomazia umanitaria a livello globale. I carismi della ‘tuitio fidei et obsequium pauperum’, così come sono stati espressi in nove secoli di vita dell’Ordine, non sono in alcun modo in discussione. Chi sostiene queste opinioni non conosce bene il processo di modifica delle nostre norme costituzionali. Il Capitolo Generale Straordinario, che avrà il compito di approvare la riforma, ha bisogno di ottenere la maggioranza dei due terzi dei voti. Inoltre, le norme che riguardano i Membri Professi, dovranno non solo ottenere i due terzi dei voti dei Capitolari, ma anche dei due terzi dei Professi stessi. È quindi assolutamente impossibile che ci possa essere una modifica contro la natura religiosa dell’Ordine. L’idea che ci siano due schieramenti contrapposti, non ha alcun fondamento nella realtà. Detto questo, diverse opinioni non solo ci possono essere anzi, le auspichiamo.