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Lunedì 08 Gennaio 2018 19:12
altDal 30 novembre al 3 dicembre si è tenuto a Roma la XI edizione del Ritiro Internazionale del Beato Gerardo, un incontro destinato ai giovani del nostro Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta.

L’annuale pellegrinaggio a Lourdes è probabilmente l’esperienza più internazionale – oltre ai campi estivi - a cui partecipiamo, tuttavia ci capita di vivere quei giorni intensi e frenetici solo con la propria delegazione o col proprio “paese”. I momenti comunitari che viviamo nella basilica San Pio X a Lourdes non ci permettono, infatti, di relazionarci in modo profondo con le altre migliaia di persone generalmente presenti. Eppure siamo tutti accomunati da una fortissima fede e da un bisogno profondo e personale di esserci e di fare del bene. 

Al ritiro del Beato Gerardo, invece, è stato molto bello rapportarsi in modo individuale con i partecipanti, realizzando la potenza e la forza dell’Ordine anche in altri paesi: hanno partecipato giovani da ogni angolo della terra, venti nazionalità per tre diversi continenti. La fede dei partecipanti era tangibile, ed è stato sorprendentemente piacevole scoprire ed avere conferma della diffusione del nostro Credo nel mondo. Erano presenti Cavalieri, Dame, Donati e volontari di diversi gradi e provenienze.

Il programma, denso di riflessioni ed incontri con grandi personalità e membri del Sovrano Consiglio, ha permesso di vivere momenti di intensa spiritualità e di scambio di esperienze. Nella Villa Magistrale dell’Aventino, sede storica del Gran Priorato di Roma e attuale sede istituzionale dell’Ordine, siamo stati messi al corrente della situazione interna al nostro Ordine che tutti quanti ci interessa. Nella stessa Sala del Capitolo - dove da secoli vengono nominati i Gran Maestri del nostro Ordine - il Luogotenente di Gran maestro in persona, Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, ci ha raccontato la crisi che sta vivendo l’Ordine e le delicate questioni che si affrontano tra le mura della sede centrale, direttamente in un dialogo aperto con la Santa Sede. Mai come oggi il nostro Ordine è stato messo in discussione e si trova al centro di una polemica, seppur avente le sue ragioni, che origina dubbi. Ci sono state domandate coscienza dell’Ordine e responsabilità nell’Ordine, ci è stato chiesto di diffondere, accrescere e vivere questa vita che abbiamo scelto nel Credo dell’Ordine; ci è stato chiesto, infine, di pregare, ma questo è richiesto a tutti quanti indistintamente e sempre. Un monito è risuonato forte e chiaro: la Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum deve essere la nostra essenza, deve pervaderci ogni giorno, solo in questo modo potremo ritenerci validi rappresentati dell’Ordine ed i nostri cuori potranno elevarsi sempre più. 

Con le parole del Luogotenente:  ‘ognuno di noi, con diversi ruoli, ma con la stessa importanza, è un tassello nella costruzione della pace. Nell’Ordine ognuno di noi può trovare posto per mettere il suo tassello: le nostre Alte Cariche nella direzione operativa dell’Ordine, i nostri Cappellani, nell’accompagnamento spirituale di membri e volontari, i nostri Ambasciatori nel portare un messaggio di pace libero da qualsiasi influenza politica, e anche Voi nello svolgimento delle opere dell’Ordine. Come un puzzle, i tasselli sono variegati, di diverse forme e colori: se presi singolarmente, spesso difficili da capire nel loro significato ma tutti insieme creano un grande disegno, quello della pace’. 
Noi siamo il futuro di una storia che va avanti da quasi un millennio. 
Auguro ad altri giovani con me, o dopo di me, di partecipare a questo Ritiro il prossimo anno. 

Lucrezia Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla
Dama di Onore e Devozione