Delegazione di Pisa
Sovrano Militare Ordine di Malta

c/o Chiesa di San Domenico
Casella Postale 193 Poste Centrali
56125 - Pisa 
Tel. e Fax +39.050.23255
Email: del.pisa@ordinedimaltaitalia.org

Storia delegazione Pisa

La Toscana è competenza del Gran Priorato di Roma e fino al 1995 costituiva un'unica Delegazione con sede a Firenze. A fronte dell’aumento del numero dei Confratelli e, soprattutto, a fronte della crescita dell’attività, S.E. il Gran Priore di Roma con il suo Capitolo decise, il 14 ottobre 1995, la suddivisione della nostra Regione dando vita alla Delegazione di Pisa, con competenza territoriale sulle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. 

Per un periodo di sei mesi, necessari per gli adempimenti burocratici ed organizzativi, fu nominato dal Gran Priorato di Roma quale incaricato a reggere la neo-costituita Delegazione il m.se prof. Luigi Quaratesi d’Achiardi.  

Concluso il lavoro di assetto si addivenne alla convocazione della prima Assemblea tenutasi il 9 dicembre 1995, alla scadenza dei sei mesi previsti, le cui decisioni furono sottoposte alla ratifica del Capitolo Gran Priorale. Detta ratifica giunse nel giugno del 1996 e risultarono eletti: il m.se prof. Luigi Quaratesi d’Achiardi, quale Delegato, e, come Membri del Consiglio, il m.se Pietro Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla, Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza (Vice-Delegato), il dott. Giancarlo Scotti, Gran Croce di Grazia Magistrale (Consigliere-Tesoriere), frà Curcio Rubertini, Cavaliere di Giustizia (Consigliere), dott.ssa Ofelia Vagelli Bandettini, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere);Giovanni Battista Biondi della Sdriscia, Cavaliere di Onore e Devozione (Revisore dei Conti), Antonio Tarantino, Cavaliere di Grazia Magistrale (Revisore dei Conti). 

Il Capitolo successivamente approvò le proposte assembleari e consentì l’avvio della normale vita della Delegazione di Pisa.

Il Raggruppamento di Pisa si ritrovava periodicamente nella Chiesa di San Giorgio, adiacente a P.zza Carrara, messa a disposizione dal Confratello m.se Pietro Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla.

Si deve però al c.te ing. Sebastiano Giustiniani, Delegato Gran Priorale della Toscana, coadiuvato dai Confratelli di Pisa, la trattativa con S.E. l’Arcivescovo di Pisa, Mons. Alessandro Plotti, per l’assegnazione di una chiesa con locali idonei ad essere sede delle attività dell’Ordine, trattativa avviata ancora sul finire del 1992. Fu individuata e data in comodato d’uso la Chiesa di San Domenico nel centralissimo Corso Italia.

La scelta della Chiesa di San Domenico ebbe, sostanzialmente, le seguenti motivazioni.

- quella di riaprire ai Pisani almeno una delle Chiese che, da veri monumenti di storia cittadina, erano diventati purtroppo magazzini o ambienti inutilizzati e destinati a diventare fatiscenti;

- quella di poter ripristinare un edificio ricco di valori artistici, storici e monumentali;

- quella di creare un ulteriore luogo di aggregazione, anche sociale e culturale, per i giovani che fanno parte del Gruppo Giovanile del S.M.O.M. e che in città , e non solo in essa, svolgono attività caritative oltre che di servizio uniti, come sono, nel lavoro nella Protezione Civile.

La struttura, sulla quale era già intervenuta nel 1987 la Sovrintendenza ai Monumenti di Pisa al solo fine di evitare danni irreversibili, necessitava di ingenti ed operosissimi lavori di ripristino e di restauro: questi furono resi possibili grazie al lascito di un Confratello, il Donato di Giustizia Francesco Rondoni.

I lavori, concluse le lunghe pratiche burocratiche coinvolgenti numerosi Enti dell’Amministrazione Pubblica, in quanto edificio storico, ebbero inizio nel 1994 e furono seguiti con grande dedizione e sacrificio personale dall’ing. Giustiniani, dal dott. Scotti e da altri Confratelli.

Il 3 dicembre 1997, alla presenza di S.A.E. il Principe e Gran Maestro dell’Ordine frà Andrew Bertie e delle massime autorità cittadine, venne inaugurata la nuova sede della Delegazione di Pisa.

Nel 1999 Pisa ha ospitato, tra i vari eventi succedutisi, il Convegno Nazionale dei Gruppi Giovanili del S.M.O.M.

 Nel 2000 ha avuto luogo la seconda assemblea elettiva della Delegazione, risultarono eletti:

frà John Edward Critien, Commendatore di Giustizia (Delegato), prof. Marcello Bandettini, Cavaliere di Grazia Magistrale in Obbedienza (Vice-Delegato), dott. Giovanni Ghio, Cavaliere di Grazia Magistrale (Consigliere-Tesoriere), Col. Antonio Tarantino, Cavaliere di Grazia Magistrale (Consigliere), dott.ssa Ofelia Vagelli Bandettini, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere), dott.ssa Paola Campus Rovasio, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere), dott. Piero  Fassorra, Donato di Devozione (Revisore dei Conti), dott. Giovanni Battista Biondi della Sdriscia, Cavaliere di Onore e Devozione (Revisore dei Conti).       

Nel 2004 ha avuto luogo la terza assemblea elettiva della Delegazione, risultarono eletti:
prof. Marcello Bandettini, Cavaliere di Grazia Magistrale in Obbedienza (Delegato), march. Pietro Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla, Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza (Vice-Delegato), mar. Bruno Dinelli, Donato di Devozione (Consigliere-Tesoriere), m.sa Anna Bottini Gambardella, Dama di Onore e Devozione (Consigliere), col. Antonio Tarantino, Cavaliere di Grazia Magistrale (Consigliere), dott.ssa  Doria Brughieri Grignaffini, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere), dott. Pietro Fassorra, Cavaliere di Grazia Magistrale (Revisore dei Conti), geom. Enrico Braghieri, Cavaliere di Grazia Magistrale (Revisore dei Conti).       

 Nel 2008 ha avuto luogo la quarta assemblea elettiva della Delegazione, risultarono eletti:

prof. Marcello Bandettini, Cavaliere di Grazia Magistrale in Obbedienza (Delegato), geom. Enrico Braghieri, Cavaliere di Grazia Magistrale (Vice-Delegato), dott. Bruno Dinelli, Cavaliere di Grazia Magistrale (Consigliere-Tesoriere), Amm. Nunzio Pellegrino, Cavaliere di Grazia Magistrale (Consigliere), dott.ssa  Doria Braghieri Grignaffini, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere), dott.ssa  Ofelia Vagelli Bandettini, Dama di Grazia Magistrale (Consigliere); march. Pietro Mazzarosa, Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla, Cavaliere di Onore e Devozione in Obbedienza. (Revisore dei Conti); dott. Pietro Fassorra, Cavaliere di Grazia Magistrale (Revisore dei Conti).

LA SEDE DELLA DELEGAZIONE

La chiesa con l’annesso monastero appartenne alle monache domenicane. Secondo una antica tradizione poi smentita, l’edificio fu costruito a partire dal 1385 da Pietro Gambacorta per aderire ai desideri della figlia Chiara, monaca fin dal 1378 nel monastero di S. Croce in Fossabanda, che nel 1382 istituì la prima comunità osservante dell’Ordine Domenicano. I Gambacorti si limitarono però a finanziarne alcuni lavori intorno al 1392.

Questi ultimi si conclusero nel 1408, ma l’edificio venne consacrato solo nel 1457. Le monache vi rimasero fino al 1810. Fra il 1892 e il 1896 il convento venne trasformato in uno ospizio di mendicità e le monache si raccolsero in un locale attiguo fino al 1943.

A partire dal 1724 e fino al 1732 si provvide ad un generale rifacimento dell’interno sotto la direzione dell’ingegnere Filippo Santini, consistente nel prolungamento dell’edificio che venne perciò diviso in due distinti corpi, il primo dei quali, corrispondente all’antica chiesa (interna), fu destinato al coro delle monache, il secondo alle funzioni pubbliche. Nel 1726 si procedette ad erigere i due altari laterali, entro il 1737 venne completata la decorazione con ornati a stucco ad opera di Giovanni Frullani.

Numerosi interventi di abbellimento sono avvenuti nel corso dell’ottocento e novecento: nel 1845, si provvide a lastricare il pavimento del presbiterio, tra il 1851 ed il 1855 fu costruita la cappella destinata a contenere le reliquie della Beata Chiara, ed ancora nel 1912-14 venne ristrutturata l’intera facciata.

La chiesa è stata gravemente danneggiata dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale che hanno distrutto la volta affrescata da Tommaso Tommasi con scene della vita della Beata Gambacorti e i due dipinti posti sulla parete destra raffigurante la –Morte della Beata Gambacorti- e la –Beata serve a tavola i parenti dell’Appiano-, parte di una serie composta di quattro tele di Giovanni Battista Tempesti.

In seguito al bombardamento crollò la parte centrale della chiesa, rimase intatta l’urna della Beata Chiara. Le monache furono ospitate subito nel seminario di S. Caterina, poi accolte in altri conventi in attesa dell’attuale monastero in via della Faggiola.

Per molto tempo sconsacrata, è stata riaperta al culto e completamente restaurata nel 1997 grazie ai finanziamenti del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Esterno
La facciata, di origine quattrocentesca, è stata restaurata nel 1913, quando si provvide a costruire nella parte superiore la bifora con colonnina in marmo in stile gotico al posto di una precedente finestra di forma rettangolare, così come la lunetta affrescata con l’annunciazione da Francesco Manenti nel 1913 sulla traccia di un più antico affresco, coperta da una tettoia in legno.

Interno 
A navetta unica con volta tutto sesto ( ricostruita dopo la guerra) e pennacchi in corrispondenza delle finestre, tre per lato, quelle di sinistra sono tamponate, ornate con cornici a stucco. L’ingresso presenta un loggiato spartito da due colonne. Il pavimento in marmo decorato con motivi geometrici è degli inizi del XX secolo e ospita una lapide celebrativa della famiglia Gambacorti, datata 1912.

Sopra la porta sono posti due angeli in stucco reggi cartiglio. In controfacciata a sinistra in un ovale è posto un rilievo con la Vergine, putto e colomba sello Spirito Santo, eseguito unitariamente a tutti gli altri stucchi dal Frullani. Lungo le pareti si estendono dodici croci in stucco eseguiti da Carlo Antonio Quadri nel 1727.

Parete sinistra: tabernacolo con timpano e teste di due putti entro il quale è collocata una lapide di Antonio Sances (m. 1853). Segue entro una cornice rettangolare un dipinto di Giovanni Battista Tempesti raffigurante –La Beata Chiara Gambacorti impedita dal fratello di farsi monaca- datato 1762-3. Il primo alt., in marmi policromi con colonne tortili e timpano curvilineo spezzato con angeli del 1730, fu ideato ed eseguito da Isidoro Baratta. Ospita una scultura raffigurante S. Giovanni Battista di recente fattura. Segue un’altra cornice identica alla precedente che ospita la tela raffigurante –La Beata Chiara riceve le parenti del D’Appiano- di Giovan Battista Tempesti (1782)-.

Nel sovrapporta, tra gli angeli reggi cortina, vi è un ovale in stucco raffigurante –figura di prelato- e sotto un episodio relativo alla sua vita. Segue un’altra cornice di forma ottagonale vuota all’interno (ma che ospitava una tela di Gaetano Piattoli raffigurante –Episodi della Beata Maria Mancini- in corrispondenza dell’altro di Francesco Conti raffigurante la – Beata Gambacorti in conversazione con Alfonso di Vadaterra- entrambi datati 1763). Nella parete di fondo entro un ovale è raffigurata –la morte della Beata Chiara Gambacorti-.

L’altare maggiore in marmi policromi è composto da colonne tortili con timpano curvilineo spezzato sul quale poggiano due angeli ed il simbolo del Santissimo Sacramento, opera della cerchia dei Baratta.

Al  centro vi è un crocifisso ligneo. Al fianco destro sopra una grata si trova un’altra cornice ovale a strucco, identica a quella della parete sinistra raffigurante la –Vergine. Il bambino e la Beata Chiara Gambacorti-.

La parete sulla quale si eleva l’altare maggiore divide la chiesa in due corpi. Quello retrostante, corrispondente all’aula già riservata alle monache, ha il soffitto a capriate e le pareti in laterizio. In una nicchia a sinistra vi è un affresco trecentesco raffigurante –Crocifissione con angeli e santi- e nell’intradosso, entro tondi, figure di –Apostoli con Cristo benedicente- al centro.

Sulla parete d’ingresso vi è un altare ligneo cinquecentesco, ma riadattato al 1638, già utilizzato come altare maggiore. Sulla parete destra altro altare ligneo più piccolo di fattura simile al precedente.

Parete destra. Gli ornamenti composti da cornici, sovrapporte e da un altare marmoreo sono identici a quelli della parete sinistra. In controfacciata è collocato un ovale raffigurante l’-Estasi della Beata Chiara Gambacorti-.