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Terremoto in centro Italia - agosto 2016 Stampa E-mail
Sabato 27 Agosto 2016 10:35

 

Venezia, 26 agosto 2016. Nel pieno del dramma e del dolore dovuto alla catastrofe che ha colpito, con il terremoto dello scorso mercoledì notte, tanti nostri fratelli vogliamo esporre una breve nota di informativa su quelle che sono state le immediate attivazioni da parte degli enti del nostro Ordine e i primi resoconti pervenute dall’ACISMOM, dal Cisom e dal Corpo Militare.

Come informa il presidente dell’ACISMOM, il nostro Corpo speciale volontario, ausiliario dell'Esercito, ha immediatamente messo a disposizione delle Autorità italiane il proprio considerevole supporto sanitario e materiale.

Da parte sua il CISOM, come informano il presidente e il direttore nazionale, ha eseguito, in collaborazione con le autorità di Protezione civile, la valutazione delle aree per l'installazione delle tendopoli. Il team sanitario, composto da un medico e un infermiere, ha lavorato fino alla tarda notte del mercoledì presso un posto medico avanzato di primo soccorso allestito presso il campo sportivo di Amatrice dove, con gli elicotteri, sono state eseguite diverse operazioni di evacuazione medica verso ospedali fuori regione. Nella giornata del 25 u.s. ulteriori sessantaquattro volontari sono giunti ad Amatrice, lavorando presso il Palazzetto dello Sport che è stato allestito come centro di accoglienza. Una unità cinofila CISOM è operativa nel centro storico di Amatrice, ormai raso al suolo, nella speranza di poter salvare ancora qualcuno.

Il Gran Priorato si unisce alla preghiera di tutta la Chiesa per i defunti e per i vivi che oltre ai tanti lutti affronteranno a lungo dure condizioni di vita fuori dalle proprie abitazioni; allo stesso tempo ringrazia i nostri volontari che sono stati, e sono, decisivi per le operazioni di salvataggio e di assistenza nelle regioni colpite dal sisma, con attività delicatissime che stanno portando un contributo determinante alla struttura italiana del soccorso; molti fra essi sono reduci dei campi di Poggio di Rojo (Aquila) e Bomporto (Modena) e sapranno fare tesoro di quelle esperienze per servire al meglio le popolazioni colpite dal sisma e testimoniare il carisma dell’Ordine.

Si segnala, peraltro, che il territorio colpito dal sisma rientra nel territorio del Gran Priorato di Roma e che questo ente melitense si è attivato  per raccogliere fondi per assistere i terremotati. Chi volesse contribuire può effettuare bonifico bancario a:

Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta

IT48K0335901600100000118944     specificando la causale: TERREMOTO 2016.

 


 
Festa del Redentore a Venezia Stampa E-mail
Martedì 19 Luglio 2016 08:14

Venezia, 17 luglio 2016. Tenendo fede al voto dei veneziani scampati alla peste del 1575-77, attraversando il canale della Giudecca sul tradizionale ponte votivo una rappresentanza del Gran Priorato guidata dal Procuratore e della Delegazione di Venezia si sono recate devozionalmente alla palladiana Basilica del Redentore per la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Francesco Moraglia Patriarca di Venezia. Forti, accorati, limpidi e coerenti le parole della omelia del Patriarca, tanto da rimanesere impresse in chi le ha udite con attenzione: “Viviamo l’epoca della comunicazione: in continuazione noi metabolizziamo immagini disumane quasi facessero parte di una delle tante fiction televisive mentre, invece, riproducono la triste realtà”.  Il rischio è di “banalizzare una tale tragedia”.  Richiamando la recente strage di Nizza, il terrorismo e le tragedie dei migranti ha puntualizzato: “Chiamarsi fuori sarebbe una tragedia nella tragedia. Il rischio è oscurare il rispetto per l’uomo, la vita umana e il valore della compassione. È come uccidere la nostra umanità; ecco perché il grido ‘I care’, oggi, è più che mai attuale”. “Questa tragedia – il monito del prelato – riguarda ciascuno di noi, la nostra coscienza ottusa di cittadini di un Occidente confuso e smarrito che sembra aver perso i valori fondamentali della persona per obbedire ciecamente a regie più o meno occulte”. L’Europa, secondo il patriarca, “ha fallito quando non ha saputo porre la persona al centro e quando ha contribuito a decostruirla a livello culturale, legislativo, giuridico, smarrendone le dimensioni fondamentali, non perseguendo la sintesi virtuosa fra ciò che la persona è nel suo intimo e coerenti scelte culturali; l’individualismo è stato posto a premessa di tutto, di ogni discorso sulla coscienza, sulla persona, sulla famiglia, sulla politica”. “Il dramma di un numero sempre crescente di uomini, donne e bambini costretti a migrare per non morire richiedono, a noi e alle nostre comunità, un amore nuovo, un’intelligenza creativa, un coraggio indomito”, mentre “il terrorismo – piaga del nostro tempo – si macchia sempre più di sangue innocente, anche quello dei bambini”, ha detto inoltre il patriarca recitando alla fine della Messa una preghiera composta appositamente. Di qui l’invocazione al Santissimo Redentore: “Aiutaci a non chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze che sono intorno a noi e che prendono la forma di tanti volti di uomini, donne e bambini che attendono il piccolo gesto che ciascuno di noi può compiere nel Tuo nome”.

La benedizione eucaristica alla città ha concluso il rito, ed ha permesso un breve momento di ringraziamento e di saluto a S.E. Rev.ma il Patriarca di Venezia.

 

 

 
Venezia, 25 giugno 2016. Stampa E-mail
Giovedì 30 Giugno 2016 08:46

Nella Chiesa gran priorale di San Giovanni Battista è stata solennemente celebrata la Festa patronale dell’Ordine presieduta da S.Em. Rev.ma il sig. Cardinale Carlo Caffarra Arcivescovo Emerito di Bologna, che nella sua omelia ha sottolineato la dimensione essenziale della vita cristiana caratterizzata dalla “conversione permanente”. Numerosi i Cappellani presenti.  Hanno colmato la Chiesa i vertici del Gran Priorato ed i Cavalieri di Giustizia, un membro del Consiglio di Governo, due ambasciatori dell’Ordine, i rappresentanti delle dieci Delegazioni, cinquanta confratelli in abito di chiesa provenienti dalla Delegazione di Venezia e dal Gran Priorato. Numerose anche le autorità civili e militari, delle Scuole veneziane e degli Ordini Cavallereschi. Al termine è seguito un momento conviviale.

 
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